Manifesto politico

Dopo la difficile competizione elettorale e il disastroso prevedibile risultato, mentre il centrosinistra è impegnato ancora con l’analisi del voto ed il centrodestra, invece, discute di come cambiare tutto con De Mita, Mastella, Cosentino e Landolfi e si prepara ad accogliere nel nuovo Consiglio Regionale Roberto Conte, stiamo inviando ad un po’ di amici delle brevi riflessioni propedeutiche alla creazione di UN’ASSOCIAZIONE.

Ciò di per sé non è certo un’idea originale ma noi speriamo che possa essere originale il modo in cui nasce, nel senso di farla corrispondere alle esigenze della gente in una città e regione disastrate, ma in cui si possono rimettere in moto i cittadini responsabili

I nostri tempi e spazi sono ormai caratterizzati da un forte isolamento e da una profonda mancanza di relazioni e di confronto, di pratiche di solidarietà, di reti di coesione sociale tra donne e uomini, cittadini diversi per età, competenze, estrazione sociale, culturale e religiosa.

Da tempo il dibattito politico sulla nostra regione e sulle sue amministrazioni colora le cronache dei mass media locali, nazionali e internazionali. L’immondizia e la sanità sono stati i due emblemi di analisi spesso stereotipate e demagogiche, non perché non abbiano evidenziato problemi seri, ma per il modo strumentale in cui questi problemi sono stati affrontati. 

Nei primi anni del cosiddetto “rinascimento napoletano” non sono mancate le parole d’ordine condivisibili né l’entusiasmo e l’impegno della cittadinanza, anche degli strati più popolari, ma sono state disattese continuità dell’impegno e soprattutto coerenza con quanto promesso.

L’astensionismo nelle ultime tornate amministrative è emblematico di una disaffezione sempre maggiore che i cittadini hanno nei confronti della politica dei partiti. Da una parte, i cittadini sono ormai disincantati verso tutti i partiti ed in particolare quelli della sinistra, diventati delle lobby rinchiuse nei propri fortini in una logica paranoica, alla ricerca di nemici interni invece di soluzioni reali ai problemi delle persone. Partiti che hanno peraltro gestito la cosa pubblica con una modalità di appartenenza settaria e di adesione acritica al governo. Dall’altra, il centrodestra non ha mai avuto nella nostra regione una classe politica in grado di esprimere un’alternativa seria e il risultato alle ultime provinciali e alle regionali è stato dovuto non tanto ad una sua capacità di proposta all’opposizione, quanto alla disfatta ormai sopraggiunta del suo avversario politico. 

Anche nei confronti dei giovani, la sinistra non ha mostrato quella sensibilità che ci si aspettava e non ha fatto nessun investimento serio. Se una critica radicale va fatta è certamente quella che la sinistra in questi anni e nei nostri territori ha difettato di una visione sistemica dei problemi e dei bisogni, senza alcuna modernizzazione del pensiero in senso ecologico, agendo per emergenze e per settori, con uno sguardo miope che ha impedito di porre solide basi strategiche allo sviluppo e una visione condivisa della società capace di mettere al centro innanzitutto le persone. 

Siamo arrivati al punto in cui è improcrastinabile coniugare politiche e impegni civici che discutano, in modo trasparente, di un risanamento di molte delle nostre città e dei nostri territori. Che si basi su scelte urbane, di mobilità, di traffico, di ambiente, di sanità, di risanamento dei nostri litorali, ma anche su una nuova cultura civica, di solidarietà, di partecipazione, di responsabilità, di un concetto diverso di sicurezza, affinché si presidino le nostre strade con proposte di vita e non con ronde. Ogni tentativo in questo senso sarà illusorio se non si riuscirà ad ottenere un grosso contributo intergenerazionale, possibile grazie solo al protagonismo della gente e dei giovani che considerano sempre di più l’attuale politica come demenziale, patetica, lontana dai bisogni globali e locali. 

In questa direzione, allo scopo di combattere logiche lobbistiche, autoreferenziali, narcisismi, particolarismi, è assolutamente necessario che quella parte responsabile della società civile scenda in campo e faccia la differenza. Chiediamo, in particolare, a questa società civile di: 

  • impegnarsi con le sue rappresentanze in prima persona, non per sporcarsi ma per rimboccarsi le maniche;
  • aprire cantieri di comunicazione tra chi opera;
  • dare ascolto e voce agli ultimi e ai marginali;
  • promuovere la partecipazione, la ricerca di valori di solidarietà, la costruzione di ideali e rappresentare le sue istanze all’interno delle istituzioni locali, in un rapporto autonomo ma stimolante con i partiti della sinistra.

In linea con questi principi, quella a cui pensiamo è UN’ASSOCIAZIONE che nasca dalle esigenze di persone che intendono riconciliarsi con la politica. Persone interessate alla RICOSTRUZIONE DELLA SINISTRA e che: 

  • già condividono valori ma che hanno voglia di condividerne ancora di più e con più persone;
  • sentono il bisogno di legare la loro vita quotidiana ad una rete di relazioni che permetta il confronto e lo scambio di proposte utili a cambiare realmente e “dal basso” i nostri territori;
  • vogliono realizzare il loro desiderio di cittadinanza attiva in forme conciliabili con i loro tempi di vita, attraverso forme di partecipazione che conservino il calore di relazioni comunitarie.

UN’ASSOCIAZIONE che vogliamo progressista, di sinistra

  • Che abbia valori condivisi ma non appesantiti da un’ideologia di vecchio stampo ed autoreferenziale.
  • Che interloquisca, ma in modo critico, con i partiti della sinistra condividendo l’analisi secondo cui questi hanno, in grossa parte, esaurito la loro capacità di rappresentanza, di confronto autonomo con le istituzioni e di radicamento nel territorio.
  • Che condivida una grossa critica nei confronti delle attuali amministrazioni della città di Napoli e della regione Campania.
  • Che consideri temi fondamentali quelli dei diritti, dei beni comuni, della giustizia e delle libertà.
  • Che abbia tra i suoi obiettivi fondanti la promozione della responsabilità verso la democrazia e le sue istituzioni; la centralità dell’interesse pubblico; il rispetto delle regole condivise; la modernizzazione dello Stato; la giustizia sociale; lo sviluppo economico solidale e sostenibile; il dialogo tra le istituzioni, le parti economiche e sociali e i cittadini.
  • Che si metta in rete con tutte le realtà associative del territorio, sia quelle monotematiche che quelle sociali e di solidarietà, per condividere obiettivi e costruire percorsi integrati.
  • Che abbia soprattutto come principio guida la partecipazione intesa come condivisione, trasparenza, coinvolgimento dei cittadini nelle scelte collettive, sperimentando anche strumenti democratici innovativi mutuati da pratiche nazionali e internazionali. Perché siamo fermamente convinti che l’unico modo per decidere e decidere meglio sia quello di confrontarsi apertamente sulle scelte che hanno conseguenze sulla comunità locale, in una logica non settoriale ma sistemica e per grandi temi trasversali, in una prospettiva di eco e socio-compatibilità, in cui la valutazione, la trasparenza, i risultati valgano più delle clientele. 

Queste analisi e questi pensieri non hanno la presunzione di essere nuovi ma l’obiettivo di offrire un contributo e soprattutto di cercare ponti con quanti hanno già iniziato percorsi simili. Chiediamo a I CITTADINI democratici di darci una mano e di fare squadra. Lo chiediamo anche a personalità del mondo del sociale, della scuola, della sanità, dell’università; a uomini di scienza e d’arte, a persone impegnate nei diversi settori dell’impresa e dell’economia. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno il coraggio, la voglia e l’energia di esporsi, di offrire ancora una volta e di più lavoro aggiunto. Abbiamo un grande rispetto per chi opera per l’innovazione dei partiti della sinistra dall’interno, ma crediamo che ci sia il bisogno, in questa fase, anche di una presenza civica e autonoma. 

Non pensiamo di proporre UN’ASSOCIAZIONE che possa dare risposte a tale complessità, ma un progetto comune i cui componenti condividano questa analisi affinché la vita associativa possa tendere verso il nuovo, in modo nuovo.

Ti proponiamo allora di integrare con tutte le proposte che ritieni opportune questa breve riflessione   e  ti chiediamo, infine, di manifestarci un tuo primo interesse verso il nostro progetto.