Comune, la strategia delle politiche sociali
di Giuseppe Cirillo, Rosario Nasti, Mario Petrella, Vittorio Vasquez, Stefano Vecchio
La Repubblica Napoli, 28 luglio 2011
Con l’affermazione di Luigi de Magistris alle elezioni amministrative si è aperto lo spazio per un nuovo corso della politica, una grande occasione per costruire collettivamente un nuovo paradigma delle politiche pubbliche fondato su una ridefinizione delle relazioni tra istituzioni e cittadini.
Noi dell'associazione Campo Libero abbiamo da subito colto questa opportunità storica e abbiamo partecipato con entusiasmo a tutta l'esperienza che ha condotto alla vittoria di de Magistris, contribuendo alla stesura del programma, con particolare riferimento ai temi dei beni comuni e del Welfare e alla successiva discussione sulla formazione della giunta comunale. Siamo consapevoli, tuttavia, che questo percorso è in salita a causa della pesante eredità lasciata dalla precedente amministrazione, caratterizzata sia dall'enorme deficit finanziario, sia dalla inadeguatezza e dalla sclerosi degli attuali modelli organizzativi della macchina comunale a fronte alle esigenze di innovazione che, invece, la nuova fase politica richiede. A rendere più complessa l'operazione, è l'attuale fase storica e sociale minata dal progressivo impoverimento delle famiglie meridionali, dalla disoccupazione e dalla precarizzazione del lavoro che colpisce soprattutto donne e giovani, dall'allargamen-to delle aree della vulnerabilità e della marginalità sociale, dal progressivo trasferimento di interi settori di intervento del welfare, al sistema penale-detentivo, dalla criminalità organizzata che, approfittando del caos attuale, ha ridefinito e rinforzato i suoi assetti economici e i suoi rapporti con la politica, non ultimo, mediante I"'affare" rifiuti. A ciò si aggiunga il commissariamento del Piano Sociale di Zona da parte della Regione Campania, in un contesto nazionale di riduzione di oltre 1'80% delle risorse economiche per le politiche sociali trasferite dal governo nazionale. Tali difficoltà devono, però, rappresentare anche delle sfide e degli stimoli a ricercare soluzioni nuove e originali. Nel concreto pensiamo che vi siano almeno tre questioni centrali emergenziali e di prospettiva che devono qualificare la scena politico-culturale. La politica dell'amministrazione per un ciclo ecologico dei rifiuti potrà realizzare per la prima volta nella città di Napoli, una reale strategia per l'uscita dall'emergenza, attraverso la raccolta differenziata, alternativa a discariche e inceneritori inquinanti e introducendo le tecnologie di trattamento meccanico a freddo, solo se proporrà un vera e propria inversione di tendenza dei modelli di consumo in grado di condizionare sia le scelte di politica urbanistica, sia di politica del territorio. La situazione attuale appare però piuttosto contraddittoria in quanto si registrano ancora a stento, i segni concreti di questo cambiamento. Sindaco e giunta, allora, informino i cittadini sulle difficoltà, sulle strategie concrete e sui tempi di reale avvio dell'intero processo, ma concordino pure un maggiore coinvolgimento attivo della popolazione. Le politiche sociali devono segnare una svolta per la costruzione di un welfare di comunità: nonostante le difficoltà economico- finanziarie, consideriamo un segnale positivo la scelta di non operare tagli alla già esigua spesa sociale. Il nuovo assessore alle Politiche sociali, espressione di tanti movimenti e soggetti sociali e socio-sanitari importanti della nostra città come II welfare non è un lusso e diritti alzano la voce, nonché rappresentante di esemplari esperienze di integrazione pubblico privato, avrà il compito di costruire un percorso partecipativo non burocratizzato, che superi i tradizionali tavoli di concertazione ormai consunti, per avviare percorsi di costruzione di spazi pubblici di consultazione e di decisione costruiti attraverso l'incontro diretto con tutti i soggetti realmente operanti sul territorio e nei quartieri della città. La questione principale riguarderà lo sforzo collettivo volto a costruire un Piano sociale cittadino partecipato e capace di integrarsi con le politiche socio-sanitarie e coordinarsi in particolare con le politiche urbanistiche e della sicurezza. Crediamo, quindi, che le politiche sociali debbano diventare un nodo strategico trasversale a tutte le politiche del Comune di Napoli. E per realizzare questo processo chiederemo al sindaco e all'assessore alle Politiche sociali un grande impegno politico per contribuire a smuovere questa situazione di insostenibile degrado e precarietà dei servizi della Asl Na 1 centro, ulteriormente aggravata dalla politica nazionale e regionale dei tagli e dei ticket. Inoltre pensiamo che la svolta politica e culturale auspicata non sia possibile se non si promuoveranno sul serio strumenti ed esperienze di democrazia partecipativa realmente vincolanti per le scelte politico-amministrative, che non si limitino cioè esclusivamente alle consultazioni o alle discussioni pubbliche, ma che recuperando le esperienze latino-americane, europee e italiane più significative, sperimentino un modello mediterraneo-napoletano. Ma sarà necessario, per garantire tale processo, che le associazioni, i movimenti, i centri sociali autogestiti della città si impegnino insieme per costruire una rete di soggetti per la tutela del processo partecipativo. Pensiamo, infine che si stia giocando una scommessa importante e di prospettiva per la politica della città che consiste nell'apertura di un nuovo spazio pubblico per la dialettica tra soggetti sociali e le istituzioni, radicalmente alternativo alle vecchie e ancora consolidate logiche fondate sulla cooptazione o sulla trasformazione di ogni conflitto sociale in atti di guerra. Una dialettica sociale che riconosce l'autonomia dei movimenti come una risorsa preziosa per la società civile e la società politica.
La Repubblica Napoli, 28 luglio 2011

