Lettera al Cardinale Sepe
Caro Arcivescovo
duecento associazioni e cooperative sociali campane riunite nel comitato “Il welfare non è un lusso” si stanno mobilitando da qualche mese per chiedere a Governo, Regione Campania ed enti locali un maggiore sostegno al lavoro sociale.
I tagli al fondo sociale e le riduzioni dei trasferimenti agli enti locali stanno provocando il collasso dell’intero sistema di servizi sociali e socio-sanitari. Solo nella città di Napoli sono stati chiusi oltre 50 servizi negli ultimi mesi e centinaia sono quelli a rischio in tutta la regione. Si tratta di comunità, centri diurni, case famiglia e strutture residenziali per bambini e ragazzi, anziani, disabili, sofferenti psichici, tossicodipendenti e per la parte più fragile dei cittadini.
Per denunciare questo stato di cose, ventuno rappresentanti delle organizzazioni sociali (tra cui due donne e un prete) hanno intrapreso uno sciopero della fame e trecento operatori da una settimana hanno simbolicamente riaperto alla città l’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, accogliendo nuovamente al suo interno molte delle persone che quindici anni furono aiutate a uscirne e riconquistare spazi di vita e di socialità che il manicomio aveva loro negato.
Si tratta di una situazione insostenibile che causa vergogna non solo a Napoli e alla Campania ma al Paese tutto. Per questo chiediamo il Suo autorevole intervento, confidando anche nell’occasione del Giubileo Per Napoli.
Napoli, 17 dicembre 2010
Il portavoce del comitato
Il welfare non è un lusso
Sergio D’Angelo

