Vertenza welfare: altre cento persone annunciano lo sciopero della fame e continua l’occupazione del Leonardo Bianchi. Domani alle 17.00 all’ex manicomio Fabio Fiorillo e la sua band

Da domani altre cento persone faranno lo sciopero della fame, aggiungendosi ai ventuno presidenti e responsabili di cooperative e associazioni di Napoli che stanno scioperando da oltre una settimana, contro i mancati pagamenti dell’Asl e i tagli al welfare. Nessuna risposta concreta questa mattina in Prefettura all’incontro convocato dal prefetto con i referenti di regione Campania, Asl Napoli 1 e comune di Napoli, e del comitato Il welfare non è un lusso, è stata data alla richiesta delle organizzazioni sociali campane di trovare una soluzione alla loro vertenza. Dopo l’incontro, presieduto dal prefetto di Napoli Andrea De Martino, c’è stato solo un rinvio a un ulteriore tavolo interistituzionale da tenersi prima della pausa natalizia presso la sede della regione Campania.

Prosegue anche l’occupazione dell’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, da parte di 300 operatori socio-sanitari per i quali è stata già avviato l’iter di licenziamento collettivo, dopo la decisione dell’Asl Napoli 1 Centro di non sostenere più l’attività di 46 servizi per sofferenti psichici, disabili, anziani e tossicodipendenti, garantiti dal lavoro delle organizzazioni sociali. Domani, martedì 21 dicembre 2010, alle 17 Fabio Fiorillo e la sua band si esibiranno all’interno dell’ex manicomio di calata Capodichino. L’evento è promosso dalla Federazione Internazionale Città Sociale con l’associazione Il Pioppo.

Al tavolo di questa mattina, oltre alla delegazione del comitato – rappresentata dal portavoce Sergio D’Angelo, da Pasquale Calemme del Cnca Campania, Fedele Salvatore del Corcof e da Gianni Manzo del collettivo degli operatori – hanno partecipato l’assessore alle Politiche sociali del comune di Napoli Giulio Riccio, un funzionario dell’assessorato all’Assistenza sociale della regione Campania, Raffaele Scognamiglio, e – a due ore dall’inizio della riunione – il direttore del Dipartimento degli Affari Generali della Asl Napoli 1 Centro Domenico Concilio. Il prefetto di Napoli Andrea De Martino ha invitato la Asl Napoli 1 Centro a ripristinare i servizi interrotti che hanno causato nei giorni scorsi l’abbandono a se stessi di centinaia di utenti, e ha chiesto ai rappresentanti di regione e comune di convocare entro 72 ore un tavolo interistituzionale per trovare una soluzione concreta alla vertenza delle associazioni e delle cooperative sociali.

I rappresentanti delle organizzazioni hanno chiesto, oltre al tavolo di confronto interistituzionale, una proroga alla Asl Napoli 1 Centro di almeno sei mesi e le certificazioni del debito, in attesa di una stabilizzazione dei servizi socio-sanitari, e al comune di Napoli la deroga al cosiddetto meccanismo del “cronologico” affinché si inseriscano i servizi sociali e socio-assistenziali tra quelli indispensabili e quindi da pagare prioritariamente. L’assessore Riccio ha chiesto alla regione di farsi da garante presso le banche affinché concedano al comune il credito necessario per coprire almeno in parte il debito verso cooperative e associazioni, e lo sblocco dei fondi della legge 328 (quelli nazionali destinati ai comuni per i servizi socio-assistenziali) al momento fermi per una questione burocratica di mancata rendicontazione. Complessivamente si tratterebbe di fondi per circa 42 milioni di euro (34 da ottenere con il credito bancario e 8 a valere sulla 328). L’assessore Riccio e i rappresentanti del comitato hanno anche chiesto alla Regione di sbloccare i fondi europei del Por Campania previsti nell’ambito del protocollo sul welfare sottoscritto da regione e comune: altri 50 milioni di euro che darebbero una boccata d’ossigeno alle organizzazioni sociali.

“Non abbiamo più tempo per discutere – afferma il portavoce del comitato, Sergio D’Angelo – per questo abbiamo deciso di proseguire lo sciopero della fame, al quale si sono aggiunti altri cento operatori che si erano già resi disponibili. Sospenderemo la vertenza solo se sarà convocato il tavolo in regione entro giovedì. Occorrono risposte concrete e a breve per scongiurare la chiusura ulteriore di decine e decine di servizi e garantire l’immediata riapertura di quelli chiusi, per consentire da subito agli utenti di riavere il sostegno che è stato loro tolto e agli operatori di tornare a lavoro. Se regione e comune non fossero più in grado di garantire il sistema pubblico dei servizi sociali e socio-assistenziali, occorre che dichiarino lo stato di crisi e richiedano l’intervento del Governo nazionale, come normalmente andrebbe fatto in situazioni di emergenza”.

20 dicembre 2010