Manifestazione regionale sul welfare: in diecimila in piazza
Napoli, 14 dicembre 2010 - Diecimila persone hanno partecipato alla manifestazione regionale sulle politiche sociali organizzata dal comitato Il welfare non è un lusso per denunciare lo stato di crisi nel quale versa tutto il settore sociale e socio-sanitario. Al termine della manifestazione due delegazioni sono state ricevute rispettivamente dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e dal capo di gabinetto della Prefettura di Napoli Gerardina Basilicata. Il capogabinetto ha convocato per lunedì alle ore 11.30 un tavolo interistituzionale tra il Comune di Napoli, l’Asl Napoli 1 Centro, la Regione Campania, e il comitato, che ha chiesto di dichiarare lo stato di crisi del welfare in Campania per richiedere così l’intervento del governo nazionale.
Il sindaco Iervolino, contemporaneamente, si è dichiarato disponibile al confronto per una soluzione immediata della crisi. Prosegue, intanto, lo sciopero della fame di venti rappresentanti del comitato Il welfare non è un lusso, tra cui Sergio D’Angelo (portavoce); Pasquale Calemme (Cnca Campania); Don Peppino Gambardella (Cooperativa Irene 95); Fedele Salvatore (Corcof); Antonio D’Amore (Federazione Città Sociale); Tonino D’Andrea (Cooperativa Assistenza e Territorio); Mina Miniero (Cooperativa Il Millepiedi); Vincenzo Di Guida (Cooperativa Obiettivo Uomo); Gianni Grasso (Associazione Jerry Maslo). Che sarà sospeso solo in caso di esito positivo dell’incontro di lunedì.
Negli incontri le delegazioni hanno denunciato che solo nella città di Napoli sono stati chiusi oltre 50 servizi negli ultimi mesi e centinaia sono quelli a rischio in tutta la regione. Si tratta di comunità, centri diurni, case famiglia e strutture residenziali per bambini e ragazzi, anziani, disabili, sofferenti psichici, tossicodipendenti e la parte più fragile dei cittadini.
A circa 500 milioni di euro ammonta il debito complessivo della Regione Campania, gli Enti Locali e l’Asl verso le cooperative e le associazioni. Tuttavia, il problema non è più solo quello dei ritardi di pagamento: le organizzazioni sociali chiedono di sostenere le politiche sociali e socio-sanitarie prevedendo un sensibile aumento delle risorse. Ad oggi per ogni cittadino campano la regione spende 32 euro all’anno per i servizi sociali, cinque volte in meno di quanto si spende nel resto d’Italia (la media nazionale è di 165 euro pro capite).
«Riconoscere lo stato di crisi nel quale, come da tempo denunciamo, versa tutto il sistema dei servizi sociali e socio-sanitari è il primo atto di responsabilità che la Regione Campania e i comuni devono fare, insieme alla definizione di un piano di rientro del debito e di rilancio del welfare» ha dichiarato il portavoce del comitato Il welfare non è un lusso Sergio D’Angelo.
Tra le organizzazioni che hanno preso parte al corteo promosso con la confederazione regionale di Cgil, Cisl e Uil: Gesco, Cnca, Corcof, Associazione Quartieri Spagnoli, Legacoopsociali, Forum Terzo Settore, Federazione Città Sociale, Unirete, Co.Re, Irene 95, Gridas, Federsolidarietà, Sol.Co, Tappeto di Iqbal, Auser Campania, Jerry Masslo, Ordine degli Assistenti Sociali Campania, Psichiatria Democratica Campania, Campo Libero, Legacoosociali, Coordinamento degli Enti Ausiliari, Unione Nazionale Associazioni Salute Mentale, Arci Napoli, Acli Napoli.

